La foto del giorno

Autore:
Piergiorgio Firinu
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Piergiorgio Firinu

Immaginazione malata.

Se il critico..

Ermeneutica dell'oggetto.

Dionisio: l’ebbrezza della violenza

Metafora e melancolnia.

Morale estetica.

Forma e sensibilità

La cultura è pre-giudizio.

Il dilemma del maestro Kyogen

La cosa umana.

Significato, valore.

Emozione e linguaggio.

Il gergo arido.

Azioni e conseguenze.

Arte e curiosità

Simbolo e rappresentazione.

Mostri

Le origini dell'arte Astratta (3)

Origini dell'arte Astratta (2)

Origine dell'arte astratta. (1)

Imitazione del nulla.

Bambini sapienti.

Tempo e pensiero

Duchamp e dintorni

Informare o stupire?

Luce purissima dell'Infinito

Melanctha e le altre.

Nel segno dell'Utopia.

Teologia della modernità.

Sine ira et studio

Ombre e miti

Esperienza condivisa.

Il segno sofferto

Analisi riflessiva.

Insulta i santi, ma lascia stare Franti.

Neo manichei

L'origine dell'avanguardia.

L'arte da bere.

Fetonte e Icaro.

La fatica della libertà

Essere in se.

La forma sensibile.

Auto da fè

Le opinioni degli altri.


Anime morte

Arte profetica.

Attualità di Benda.

Cura di se.

Dio perdona?

Elementi di semiologia.

Entropia del nulla.

Il Principio di responsabilità di Hans Jonas

La Dimensione Estetica di Herbert Marcuse

La stirpe di Caino.

La volgarità e suoi cantori.

L'arte seduta.

Museo : ottimo ristorante.

Operaio di genio

Opinioni e teorie.

Osservare, capire?

Paredra

Parole e opere.

Radiofonia e Televisione Jacques Lacan

Reale, virtuale, banale.

Umano, unico.

Tempo e pensiero

Il linguaggio espressivo caratteristico dell’arte è il modo in cui può avvenire lo svelamento pulsionale del pensiero Il linguaggio dell’arte ha una propria sintassi, si esprime attraverso un processo autonomo. Arte visiva si può dire indifferentemente di un quadro, scultura, opere teatrali. Per equiparare le diverse arti visive, pare esserci una differenza insormontabile: il tempo. Le opere figurative sembrano essere considerate statiche, mentre il cinema e il teatro hanno uno svolgimento dinamico. Si tratta di una convenzione errata. La fucina dell’anima ha bisogno di essere alimentata, il carbone è lo stimolo della fantasia che un’opera pittorica suscita in noi, a patto che ci ribelliamo alla passività a cui inducono televisione e cinema, caldi medium, secondo la definizione di MacLuhan. Dovremmo osservare la pittura e una scultura come opere da “completare” con la nostra partecipazione mentale. Quando contempliamo criticamente un’opera, è come se ricostruissimo il processo creativo, è necessario immedesimarci nel travaglio che conduce alla realizzazione formale. La compattezza dell’opera è solo apparente, essa è coagulata intorno a un’idea, conclusa in tutti i suoi elementi che noi non possiamo carpire fulmineamente con un’occhiata. Dobbiamo decostruire l’opera e ricomporla in tutta la sua complessità, inclusi i rapporti con la sua storia. Dobbiamo avventurarci cercando di seguire il percorso che ha compiuto l’artista. In questo modo l’opera d’arte è “motivata”, quindi completata da chi l’osserva. Tempo-pensiero come elementi attivi. Il dinamismo non è nell’immagine che abbiamo di fronte, ma nella dinamica mentale che è necessaria per il processo di comprensione. Tanto che i veri amanti dell’arte si recano molte volte ad osservare le opere che più li hanno colpiti, tesi alla comprensione. Pensiamo a Faustine, la danzatrice acquatica dell’opera di Raymond Roussel. Costruita dalle parole, prende forma, diventa “visibile”, grazie al pensiero immaginativo di chi l’osserva. Il diamante di Locus Solus è interamente aereo, come sospeso nell’aria. Quando lo slittamento di senso, fondamentale ma apparente, nelle frasi isomorfe, è nascosto all’interno della macchina della figurazione, osservare un’opera, comprenderla significa liberarne il senso. Il gioco consiste nello scoprire che il “senso” è plurale, i molti sensi, che sussistono nell’opera, ricreati dalla sensibilità di chi osserva. Consideriamo la pittura cubista di Braque o di Picasso, oppure delle pitture futuriste che furono con grande precisione rappresentate e descritte in più occasioni dal Longhi sulla “Voce”. Il Longhi ci guida a capire la disintegrazione del linguaggio proprio dell’arte attuata da cubisti e futuristi, ma, almeno nelle opere migliori e più meditate, l’opera di destrutturazione del linguaggio, equivale a un’analisi, è come se, venisse praticata una fenditura nella compattezza del “racconto” costituito dall’opera, ciò rende possibile entrare nel meccanismo, osservare dall’interno il procedimento che muove il pensiero creativo. La lezione della dinamica del pensiero è stata perfettamente colta da un critico preparato e avveduto. Lòànd Hegyi, che per la mostra di Salvatore Garau svoltasi nel 2009 al Museo di Saint Etienne, ha scelto il significativo titolo: “ Photogrammes avec horizon”. Fotogramma, nello svolgimento cinematografico è un susseguirsi di scene, ognuna delle quali ha senso se collegata a quelle che la precedono e la seguono, ma ogni opera ha anche una propria autonomia. Non vi è differenza dal cinema. La similitudine consiste nel fatto che il cinema, moderno strumento di comunicazione, ha un significato scena per scena, ma anche nell’epilogo. Lo spettatore frettoloso e impreparato, colui che segue distratto le scene, in realtà non vede il film, è teso verso l’epilogo, si sentirà appagato se l’esito è positivo, o comunque quello sperato. Allo stesso modo l’osservatore di un’opera d’arte, guarda il quadro nel suo insieme, trascura i dettagli, vale a dire ciò che costituisce il vero significato di un’opera d’arte, che può essere compreso solo sforzandosi di seguire a ritroso il lavoro dell’artista, nel caso di una intera mostra, seguendo la sequenza delle opere che avranno tanto più significato, quanto più saranno coerenti le une con le altre, in un libero svolgimento di racconto che tuttavia conserva per intero la propria ambiguità, vale a dire i vari piani di lettura. La comprensione sarà tanto più appagante e completa, quanto più saremo riusciti nell’impresa di paragonare propositi dell’artista e risultato. Se questo procedimento fosse adottato dai critici, e da un maggior numero di amanti dell’arte, forse si porrebbe un argine a certe brutture dell’arte V94Pè+YàLO0QWU894àòGHàMèàò.è.à0àòLPILOI9OG,L,òòè.-Là.-àù+


Piergiorgio Firinu
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